Là, al centro del silenzio… (Parte quinta)

donna nell'acqua

«Quindi, possiamo concludere che sia necessario avere un atteggiamento indipendente nei confronti dell’esistenza, al di là di quelle che possono essere le circostanze. E’ quindi evidentemente possibile avere un atteggiamento indipendente nei confronti dell’esistenza, in modo del tutto indipendente da ogni altro atteggiamento che possa esistere nei suoi confronti. Inoltre, non è necessariamente sicuro che un atteggiamento indipendente nei confronti dell’esistenza, finisca poi per soccombere all’atteggiamento generale mostrato nei suoi confronti. Non è una certezza assoluta. Bene, abbiamo cominciato parlando di postulati. Una persona può avere un atteggiamento indipendente nei confronti dell’esistenza, a prescindere da quello che sta succedendo, e può migliorare o peggiorare le cose a suo piacimento, nella misura in cui mantiene la sua fiducia e fede in se stessa e la sua capacità di fare postulati. Può dire che si sente in un dato modo e si sente in quel modo. Ma dev’essere capace di confidare in se stessa, per dirlo. Dovrebbe essere capace di dire: “Io posso perseverare; io posso farcela” e poi farcela. Dovrebbe anche essere capace di dire: “Beh, penso che stavolta non ce la farò” e semplicemente non farcela. Né la vittoria, né la sconfitta dovrebbero impressionarla. In un certo senso dovrebbero lasciarla impassibile. Ma dovrebbe essere capace di farlo. Allora potrebbe prendere il comando della situazione esistente, o migliorare qualunque situazione, senza essere tremendamente influenzata dalle circostanze. Come chiamiamo questa cosa? La chiamiamo autodeterminazione. Una persona, quindi, è capace di felicità o di livingness – la chiamerei livingness, in effetti – è capace di vivere nella misura in cui è capace di determinare le proprie azioni e le azioni degli altri utilizzando un semplice postulato. E una persona che è in grado di fare questo è un gigante fra i suoi simili. E la persona che non è in grado di farlo è stata, è e sarà sempre una schiava.»

L. Ron Hubbard
(Conferenza 4 Giugno 1955 “Le parti componenti della beingness”)

Prendendo in considerazione questi concetti assolutamente da promuovere, si può stabilire che una persona che si fa intortare da internet e dai vari guru che usano questo strumento per dare sfogo alle proprie drammatizzazioni, primo tra tutti Rathbun, è gravemente dipendente, ossia PTS.

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