Tu che sei la mia essenza… (Parte seconda)

albero nel sole

«Quando arriviamo a 4.0, vediamo che la persona fa qualcosa d’interessante con i controsforzi. Dice: “Urrà, urrà! Qualcuno mi attacca. Sta succedendo qualcosa”. Ed è molto contento di tutto questo. Bene, prendiamo questi vettori di controsforzo e vediamo cosa si può fare. Attacchiamogli un paio di fiocchi e mandiamoli indietro. Dunque, vediamo, come possiamo sistemare questi controsforzi?

(…)

D’accordo, quella è una persona che è molto contenta per i controsforzi. Li prende e li usa con la stessa velocità con cui arrivano. Li usa e li rimanda indietro … vum! Li utilizza.»

L. Ron Hubbard
(Conferenza 6 marzo 1952 “Sforzo e controsforzo”)

Dicevo nella puntata precedente, che se i dipendenti da Rathbun avessero persistito un altro po’, avrebbero scoperto, come l’ho scoperto io, che tutte le disgrazie, tutte le rotture di scatole, tutte le situazioni indesiderabili presunte o effettive che hanno vissuto in terza dinamica, come in qualunque altro ambito, in realtà erano dovute a una propria incapacità di applicare una delle leggi fondamentali della vita, che si potrebbe definire “la legge degli sforzi e controsforzi”.

Qualcuno la chiama “legge dell’attrazione”, altri la chiamano sfiga, ma quello che mi piacerebbe trasmettere è che, scoperta questa legge e risolti i fattori di caso che mi impedivano di applicarla, le cose hanno iniziato a funzionare su tutt’altra lunghezza d’onda.

(Per continuare a leggere clicca qui)

Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.