La volpe e l’uva

la volpe e l'uva

«nondum matura est, nolo acerbam sumere.»

Tradotta letteralmente, significa “ non è ancora matura, non voglio mangiarla acerba”.

Questa frase è tratta dalla famosa favola, attribuita a Esopo, de «La volpe e l’uva»: la volpe, non potendo raggiungere il suo obiettivo (l’uva), piuttosto che ammettere la propria incapacità preferisce disprezzare il frutto.

“Fare come la volpe con l’uva” significa, metaforicamente, reagire a una sconfitta sostenendo di non aver mai desiderato la vittoria, o disprezzando il premio che si è mancato di ottenere. Una volpe, dopo aver sognato di raggiungere un grappolo d’uva, si sveglia accorgendosi che quel grappolo esiste davvero. L’animale affamato tenta con grandi balzi di staccare il grappolo ma ogni sforzo è vano. Constatando di non poterla raggiungere, esclama: “tanto è ancora acerba!” La morale: è facile disprezzare quello che non si può ottenere.

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