I mille nomi degli squirrel

agnello-volpe

«Quando si comprende in che cosa consiste la mente criminale, si comprende anche quanto debbano essere orribili i sentimenti, o quanto orribile la mancanza di sentimenti, con cui il criminale deve vivere in se stesso per il resto dei suoi giorni e per l’eternità. Egli è più da compatire che da punire. Né spavaldo, né coraggioso, nonostante la sua messinscena, dentro di sé egli in realtà non è altro che un codardo in preda al panico e piagnucoloso. Quando offre il nudo petto alle pallottole, lo fa sperando veramente di essere ammazzato. Ma ciò naturalmente non è la sua salvezza. Egli ne ha ancora per un’eternità. E quando si beffa di tali dati, egli sta celando il suo piagnucolio, perché nel suo intimo sa che quella è la verità.»

L. Ron Hubbard
(HCOB 15 settembre 1981 “LA MENTE CRIMINALE”)

L’abitudine degli squirrel di camuffare la loro identità con degli pseudonimi per darsi un contegno e far finta di essere in tanti l’abbiamo già ampiamente discussa in molti articoli.

Non ci sarebbe nulla di male nell’uso degli pseudonimi se lo scopo per cui lo si fa non fosse abietto e meschino. Sì, perché oltre ad usare pseudonimi per imbrogliare sui numeri, questi bei tomi lo fanno anche per ingannare chi ancora non è al corrente della loro attività.

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